Alessandro Manzoni dal 30 capitolo del suo romanzo "I promessi sposi" rivolge l'attenzione sulla peste che ha colpito la Lombardia nel 1630. La peste uccideva persone di ogni età, senza aver pietà per nessuno. L'epidemia decimò la popolazione in modo atroce, distruggendo intere famiglie e portando scompiglio in tutto il territorio. All'inizio, come lo scrittore ci racconta, la gente distorceva la realtà, tentando di convincersi che la malattia che incombeva non fosse la peste. Presto, però le persone dovettero riconoscere quale fosse la verità, e ammettere l'errore. Essendo una malattia altamente contagiosa, la popolazione iniziò a prendere le distanze da qualunque individuo ne presentasse i sintomi. Quest'ultimi erano essenzialmente: mancanza di forza, bubboni su tutta la superficie del corpo e febbre elevata. I malati venivano portati in carri guidati dai monatti, persone che avevano superato la peste e quindi ne erano vaccinati, e venivan...
Il libro inizia, narrando la storia d'amore tra Biancofiore e Rivalin. Quest'ultimo, quando è sul letto di morte, si unisce con la sua Biancofiore, concependo Tristano. Successivamente Rivalin muore a causa di una battaglia e poco dopo anche Biancofiore, mentre partorisce Tristano. Il bambino viene affidato alle cure del maniscalco Rual li Fontenant, amico fidato di Rivalin. Rual fa mettere in atto a sua moglie un finto parto, in modo tale che la gente credesse che fosse suo figlio. Tristano cresce e si mostra come un uomo saggio, cortese, altruista e di nobile cuore, Un giorno, il nostro protagonista, viene rapito da una barca di Norvegesi, impressionati dalla sua bravura nell'arte degli scacchi e dal suo animo gentile. Successivamente la nave fu colpita da una tempesta e i rapitori promisero che se il diluvio si fosse placato, avrebbero liberato Tristano. E cos' fu. Intanto i famigliari piangono la scomparsa del figlio adottivo, soprattutto il padre, che...
Recensione di “Uno studio in rosso” di Artur Conan Doyle L’inizio di una leggenda Artur Conan Doyle Artur Conan Doyle fu un medico, scrittore e poeta scozzese considerato, insieme a Edgar Allan Poe, fondatore del genere giallo e fantastico. Doyle è il padre del “giallo deduttivo”, reso famoso dal personaggio di Sherlock Holmes. Artur Conan Doyle nacque nel 1859 a Edimburgo. Iniziò gli studi universitari alla facoltà di medicina nel 1876 e si laureò nel 1885 nella sua città natale. Durante il suo percorso universitario, oltre che studiare con caparbietà medicina, si appassionò di letteratura. Uno dei suoi professori fu il dottor Joseph Bell, di cui divenne prima di laurearsi, anche assistente per un breve periodo. Bell, dottore brillante e capace, con l’applicazione del metodo scientifico e con la sua sorprendente deduzione, gli ispirò successivamente il personaggio di Sherlock Holmes. Terminata l’università, aprì uno studio medico a Portsmouth, dove iniziò a scrivere le famose...
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